I campi dell'ingegneria
Definizione e studi dell'ingegneria

L'ingegneria, nella sua accezione primitiva, si riferiva all'attività di coloro che costruivano macchine da guerra o progettavano e realizzavano opere con scopi esclusivamente militari: queste persone, gli ingegneri, furono, per moltissimo tempo, gli unici a cui veniva attribuito questo nome o, meglio, questo titolo.

Successivamente, verso la metà del XVIII secolo, sorse un'altra categoria di ingegneri che si occupavano di progetti che, pur avendo in alcuni casi lo stesso carattere di quelli militari, come per esempio la costruzione di strade, non erano concepiti per quello scopo specifico e quindi, ovviamente la loro realizzazione non avveniva ad opera di soldati. Cominciò, così, a svilupparsi quel ramo dell’ingegneria chiamata, per il carattere delle opere che si preoccupava di realizzare, ingegneria civile. La pratica dell’ingegneria civile, agli inizi del XIX secolo, copriva un grandissimo numero di campi: i suoi obiettivi e i suoi compiti erano, infatti, diretti alla realizzazione di opere il cui scopo era quello di soddisfare i bisogni e le esigenze concrete dell'uomo e cioè la costruzione di strade, ponti, acquedotti, canali atti alla navigazione sia fluviale che marittima, porti, moli e, inoltre, la costruzione e l’adattamento di macchinari di vario tipo, il drenaggio e la bonifica di terreni paludosi dove avrebbero dovuto sorgere centri urbani. Fu proprio a causa della vastità dei campi di applicazione all'interno di questa disciplina che sorsero i vari rami di specializzazione: il primo fu forse quello dell'ingegneria meccanica che si occupava allora delle macchine a vapore e di utensili e macchinari mobili in generale, mentre oggi della costruzione e di impianti (per esempio quelli di riscaldamento) basati su procedimenti meccanici. Allo sviluppo dell'ingegneria meccanica seguì subito quello della ingegneria mineraria, che si occupa della ricerca e quindi delle possibilità di sfruttamento dei giacimenti di minerali in genere (che vengono comunemente chiamati ganghe), ma soprattutto del carbone.

Il motivo per cui la nascita dell’ingegneria mineraria risale proprio agli inizi del Novecento è da attribuire alla necessità di avere complessi di impianti per estrarre i minerali e le relative apparecchiature per la trasformazione di questi in materiali utilizzabili che fossero tanto efficienti da soddisfare le richieste sempre più incalzanti da parte delle industrie siderurgiche che, in quel periodo, cominciavano a svilupparsi in maniera massiccia in tutta l'Europa.

Successivamente si svilupparono moltissime altre specializzazioni che rispecchiano, ciascuna in modo differente le varie esigenze dettate dalla vita moderna sia per quanto riguarda in generale il benessere dell'uomo, sia per il progresso tecnologico, indirizzato su canali di produzione sempre più settoriali. Si può quindi stendere una classificazione precisa dei campi principali che l'ingegneria moderna investe, sebbene per la loro vastità siano ulteriormente suddivisi in specializzazioni ancora più particolari: così, per esempio, l'ingegneria civile comprende l'ingegneria edile, idraulica e dei trasporti; le altre discipline sono - oltre a quelle già precedentemente citate, la meccanica e la mineraria - l'ingegneria elettrotecnica, l'ingegneria chimica, l'ingegneria navale, l'ingegneria aeronautica, l'ingegneria nucleare e, infine, l'ingegneria elettronica. Queste ultime due sono senza dubbio le più recenti e più vaste in cui sono riposte le speranze dei futurologi.