Canali
Funzionamento e ingegneria dei canali dell'acqua

Riceve il nome di canale una via d'acqua costruita dall’uomo col proposito di facilitare la navigazione, irrigare la terra, produrre energia idraulica o raggiungere altri fini. Il termine canalizzazione si impiega in idraulica per riferirsi all’azione di incanalare una via d'acqua o alla costruzione di una rete di canali a partire da una fonte d’acqua. Il famoso progetto della valle del Tennessee è un esempio di sistema canalizzato.
Abbraccia un'area di circa 105.000 chilometri quadrati irrigati partendo dal fiume che porta lo stesso nome.

Anche la costruzione dei canali ebbe una sua era, che coincise con i secoli XVIII e XIX e quindi con la cosiddetta Rivoluzione industriale.
In molti paesi, nonostante lo sviluppo ferroviario e autostradale, costituiscono sempre un fondamentale mezzo di comunicazione e di trasporto merci. Nell'ambito intercontinentale i più importanti sono quelli che permettono a navi di grosso tonnellaggio di accorciare considerevolmente una rotta marittima o che collegano direttamente un sistema interno di navigazione col mare.

Per la costruzione di un canale vengono attuate opere di ingegneria tra le più complesse, come costruzioni di dighe o grandi riprese d'acqua per elevare il livello e permettere la navigazione e, quando esistono variazioni di livello, si rendono necessari dei sistemi di chiuse, per permettere il passaggio delle imbarcazioni dai livelli più alti ai più bassi e viceversa: in un primo tempo, l’imbarcazione è introdotta in un bacino artificiale, delimitato da chiuse provviste di paratoie, o bocche d’entrata e uscita per l’acqua. Attraverso queste fluisce l’acqua del tratto superiore del canale, mentre l’imbarcazione è trattenuta nel bacino. Le chiuse saranno riaperte solo quando il livello dell’acqua nel bacino e quello del tratto superiore del canale si eguaglieranno.

Il canale più importante oggi esistente è quello di Panama, che attraversa questo paese per unire l'oceano Atlantico col Pacifico. Senza il canale di Panama, le navi dovrebbero allungare la rotta di 12.500 chilometri e compiere il giro dell’America del sud, per passare da un oceano all'altro. Fu terminato di costruire nel 1914 da parte degli Stati Uniti. Segue al canale di Panama, per importanza, quello di Suez, in Egitto, e che unisce Porto Said, sul Mediterraneo, con il golfo di Suez, nel Mar Rosso. La sua lunghezza è di 168 Km e permette la comunicazione dell'Europa con l'Oriente senza necessità di compiere il giro dell'Africa. Possiede un larghezza media di 60 metri e una profondità di 12.

Richiede un dragaggio costante per evitare l'occlusione dovuta al franamento delle sponde sabbiose. Fu il diplomatico francese Ferdinand de Lesseps (1805-1894) che pianificò la costruzione del canale su progetto di Luigi Negrelli. La costruzione del canale di Suez ebbe inizio nel 1859. Nel giugno del 1956 gli Egiziani ne rivendicarono la sovranità e lo nazionalizzarono. Questo provocò il blocco del canale e conseguentemente un conflitto militare con Francia, Israele e Inghilterra che era la maggior azionista della Compagnia del Canale e ne riscuoteva, ovviamente, i pedaggi per i transiti.

In seguito all'intervento dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, le truppe europee d'occupazione furono ritirate e il canale fu riaperto e consegnato all'Egitto. Nel 1967, a seguito della guerra arabo-israeliana, fu di nuovo chiuso e lo rimase fino al 1974. La chiusura del canale e il conseguente allungamento di rotta, provocò degli inconvenienti nel rifornimento di petrolio per l'Europa e gli Stati Uniti. Per risolverli furono costruite le superpetroliere, capaci di trasportare un carico tale da rendere economica anche la lunga rotta attorno all'Africa.