Oleodotti e Gasdotti
Tecnologia usata nelle reti di oleodotti e gasdotti

Con lo sviluppo dell’industria estrattiva degli idrocarburi e con l’utilizzazione di altri fluidi e minerali a scopi energetici o industriali, ha assunto grande rilevanza il problema del trasporto a grandi distanze di queste sostanze. Gli oleodotti servono a trasportare il petrolio grezzo dai campi di estrazione ai porti, alle raffinerie, alle stazioni ferroviarie adibite al caricamento dei carri cisterna, oltre che a portare i prodotti petroliferi raffinati ai centri di consumo; sono costituiti da lunghe tubazioni in acciaio, in superficie o disposte a circa mezzo metro di profondità, in cui il petrolio viene spinto da pompe intercalate alle linee ed aggregate in stazioni di compressione o di pompaggio. Il tracciato che devono percorrere gli oleodotti viene verificato accuratamente, per minimizzare i dislivelli e seguire linee ferroviarie e telegrafiche, con migliore capacità quindi di sorveglianza. I tubi per oleodotti possono avere diametro superiore al metro, e le pressioni di esercizio raggiungono talvolta le 150 atmosfere: le tubazioni sono collegate tra loro da giunti a grande tenuta o da saldature a elevata resistenza. Le stazioni di compressione, costruite a distanze variabili tra i 5 e i 150 chilometri, impiegano pompe a stantuffo in grado di lavorare a piccole velocità e grandi pressioni, con una erogazione media di 4.000 tonnellate di petrolio al giorno.

Economicamente il trasporto mediante oleodotti è vantaggioso: l'elevato costo delle tubazioni è compensato dalla rapidità e dall'economia di trasporto. Nella progettazione degli oleodotti ha notevole importanza la determinazione del diametro medio di tubazione, al fine di vincere l'attrito di scorrimento, variabile in funzione della densità e della viscosità del prodotto. Un accorgimento molto usato è anche quello di spingere nei condotti una miscela acquosa di petrolio: il moto vorticoso spinge l'acqua all'esterno per forza centrifuga, in modo da sostituire all'attrito tra olio e tubo quello dell'acqua. Sono attuate speciali precauzioni anche per separare sedimenti argillosi o di paraffina, sacche di gas, acqua da ritenzione, mentre altri depositi sono rimossi da arnesi rotanti detti scrapers. Attualmente lo sviluppo della rete di oleodotti mondiale è di diverse centinaia di migliaia di chilometri, con netta prevalenza in Medio Oriente, in Unione Sovietica, negli Stati Uniti, in Venezuela e in Nord Africa.

Notevole importanza riveste pure il gasdotto, sistema di trasporto del gas mediante tubazioni continue; è molto simile all'oleodotto, con tubi disposti a formare un sistema di trasporto, periodicamente intervallati da stazioni di pompaggio e pressurizzazione: il massimo diametro per tubazioni di gasdotti lunghi migliaia di chilometri si aggira intorno ai 160 centimetri. Il gas, quando viene immesso in rete, passa attraverso regolatori di pressione, per avere una pressione costante e adatta agli apparecchi utilizzatori.

Per evitare eccessive cadute di pressione lungo il gasdotto vengono impiegati dei compressori rotativi o centrifughi. I tubi impiegati sono generalmente in ghisa o in leghe d’acciaio anticorrosive, con giunti a bicchiere e a labirinto (camerette successive a pressione decrescente che impediscono la fuga di gas facendolo trattenere all’interno dalla maggiore pressione dell’atmosfera) e guarnizioni in piombo e isolatori di canapa per tenuta. Nei punti a minore livello dei gasdotti vengono collocati pozzetti e sifoni per raccogliere ed estrarre periodicamente l’acqua e gli altri liquidi di condensazione. In ogni caso una rete di trasporto gas presenta delle perdite per fughe, che possono rappresentare anche il 5% del totale dell'erogazione: per questo motivo si stanno sviluppando tecnologie inerenti saldature autogene, o a fusione, di tubi in ferro con protezioni di iuta catramata.

I gasdotti più diffusi nel mondo sono i metanodotti, che trasportano metano, proveniente da giacimenti situati vicino ai pozzi di estrazione del petrolio: in Italia sono in funzione o in corso di ultimazione tre grandi metanodotti, provenienti dai giacimenti di Gröningen in Olanda, dell'Unione Sovietica e dell'Algeria. Quest'ultimo attraversa, sotto il livello de mare, buona parte del Mediterraneo centrale e dello stretto di Sicilia.

Gli oleodotti e i gasdotti rientrano nella più vasta categoria dei polidotti, in grado di trasportare con continuità materiali diversi a grandi distanze: esistono per esempio ossigenodotti, al cui interno scorre ossigeno liquido in pressione e a bassissima temperatura. Nella categoria vengono spesso fatti rientrare anche sistemi a nastro trasportatore chiusi e incapsulati in involucri metallici: servono per utilizzare minerali da avviare nelle fonderie, nelle centrali di raffinazione elettrolitica dei metalli non ferrosi, negli impianti a ciclo continuo di lavorazione. Nel Sahara Occidentale e in Marocco speciali polidotti trasportano al mare dalle miniere i fosfati, sali degli acidi fosforici impiegati come concime o come detergenti domestici e industriali.